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Martina Melilli (1987) is a multidisciplinary artist, director and cultural practitioner living in Italy.
Her work is process-based and research-oriented: inspired by an anthropological and documentary approach, often in dialogue with archival practices, it is generated by actively listening to spaces, stories, and contexts. It explores socio-political issues by addressing the notions of memory, history, imagery and imagination as starting points for an investigation into new possible and desirable futures. She believes in projects enhanced by relational and participatory dynamics, with particular regard to practices of care and education, and often uses her personal experiences and encounters as a starting point for her projects. Her collaborations with the people she works with from time to time mainly take the form of films, audio narratives, installations, photographic projects, texts, and performances. Since 2017 she runs experiential workshops in collaborations with schools, institutions, museums.
Melilli holds a Master’s degree in Visual Arts from the IUAV University of Venice (I) and studied documentary and experimental cinema at the Luca School of Arts, Brussels (BE). In 2021 she attended the sound writing course for documentaries at Les Ateliers Varan, Paris. In 2023 she was selected for the second edition of the Master Executive Cultura & Salute at the Cultural Welfare Center in Turin (I).
Her work has been widely shown at major national and international film festivals (LocarnoFF, RotterdamIFF, ChicagoFF, DokLeipzig, etc.) and exhibited in Italian venues and institutions (Palazzo Strozzi Florence, Museo del Novecento Milan, PAC Milan, among others). Some of her works are part of the public collections of the Museo del Novecento in Milan and Kora – centro del contemporaneo (Castrignano de’ Greci, Lecce).
She was the winner of the 2017 Artevisione prize with the film MUM, I’M SORRY. In 2018, My home, in Libya, her first creative documentary, had its world premiere at the Locarno Film Festival. The film – produced by Stefilm International, ZDF/ARTE and RAI Cinema, with the support of Italian Ministry of Culture – received a development grant from the Solinas Prize and has won several awards and special mentions, including the Corso Salani Prize for best Italian documentary at the Trieste Film Festival in 2019. Between 2019 and 2020, Melilli collaborated with Playboy Italia magazine with the column CORPO A CORPO | Bodily Conversations. In 2022, Melilli was selected for Berlinale Talents.
Since 2020, Melilli has been collaborating with the Nuovo Cineforum Rovereto association, curating the multidisciplinary festival ‘Osvaldo’ and, for the Mart – Museum of Modern and Contemporary Art of Trento and Rovereto, the screening program ‘Altri Quadri. Artists and Moving Images’. Since 2021, Melilli has been teaching videomaking in the three-year photography course at Spazio Labò (Bologna).
From 2025 she co-curates the program of the platform Academy of care.
Since 2022, together with Botafuego (Riccardo Giacconi and Carolina Valencia Caicedo), she has conceived and produced the radio series Shamailang. A story like many others and like no other (shortlisted at the Italian Podcast Award 2023) and the radio drama Variazioni su M. (produced with the contribution of the Lucia Prize – a collaboration between Radio Papesse, Lucia Festival, and the Fondazione Nazionale Archivio dei Diari; shortlisted at Third Coast International Audio Festival 2022-23) both broadcasted on Tresoldi on Rai Radio3. And in 2025, the podcast Cose di fronte. Storie di oggetti dal Museo Storico Italiano della guerra produced by MITAG Italian historical War Museum and distributed by RaiPlay sound.
Martina Melilli (1987) è un’artista multidisciplinare, regista e organizzatrice culturale.
Il suo lavoro si basa sui processi ed è orientato alla ricerca: ispirato da un approccio antropologico e documentaristico, spesso in dialogo con le pratiche d’archivio, nasce dall’ascolto attivo di spazi, storie e contesti. Esplora questioni socio-politiche interrogando le nozioni di memoria, storia, immaginario e immaginazione come punti di partenza per un’indagine su nuovi futuri possibili e desiderabili. Crede nei progetti che si nutrono di dinamiche relazionali e partecipative, con particolare attenzione alle pratiche della cura e dell’educazione, e spesso utilizza le sue esperienze personali e i suoi incontri come punto di partenza per la creazione del suo lavoro. Dalle collaborazioni con le persone che di volta in volta la accompagnano nascono principalmente film, narrazioni audio, installazioni, progetti fotografici, testi e performance. Dal 2017 conduce laboratori esperienziali in collaborazione con scuole, istituzioni e musei.
Laureata in Progettazione e Produzione delle Arti Visive (IUAV), Melilli ha studiato cinema documentario e sperimentale alla LUCA School of Arts di Bruxelles. Nel 2021 frequenta il corso di scrittura del suono per il cinema documentario presso Les Ateliers Varan, Parigi. Nel 2023 è stata selezionata per la seconda edizione del Master Executive in Cultura e Salute del Cultural Welfare Center di Torino.
Il suo lavoro è stato ampiamente mostrato nei principali festival cinematografici nazionali e internazionali (Locarno FF, Rotterdam FF, Ji.hlava IDFF, Chicago FF, DokLeipzig, …) ed esposto in istituzioni come Palazzo Strozzi (Firenze), PAC (Milano), GAM (Roma). Alcuni dei suoi lavori sono parte delle collezioni pubbliche del Museo del Novecento di Milano e di Kora – Centro del Contemporaneo (Castrignano de’ Greci, lecce). È la vincitrice dell’edizione 2017 di Artevisione con il film MUM, I’M SORRY. Nel 2018 My home, in Libya, il suo primo documentario di creazione, ha la prima mondiale al Festival di Locarno. Il film – prodotto da Stefilm International, ZDF/ARTE, RAI Cinema, con il sostegno del MiBACT– ha ricevuto una borsa di sviluppo dal Premio Solinas, diversi premi e menzioni speciali, tra cui il premio Corso Salani come miglior documentario italiano al Trieste Film Festival nel 2019. Tra il 2019 e il 2020 Melilli collabora con la rivista Playboy Italia con la rubrica CORPO A CORPO | Bodily Conversations. Nel 2022 è selezionata per Berlinale Talents.
Dal 2020 collabora con l’associazione Nuovo Cineforum Rovereto con cui segue la co-direzione artistica del festival multidisciplinare Osvaldo e cura la rassegna “Altri Quadri. Artisti e immagini in movimento” per il Mart – Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Dal 2021 Melilli insegna videomaking nel corso triennale di fotografia di Spazio Labò (Bologna). Dal 2025 co-cura il programma della piattaforma Academy of care. Nel 2026 è tra i fondatori del progetto Cinema Mezzanotte.
Con Botafuego (Carolina Valencia Caicedo e Riccardo Giacconi), dal 2022 ha ideato e prodotto la serie radiofonica Shamailang. La trama di una storia come tante e come nessun’altra (finalista nel 2023 nell’Italian Podcast Award) e il radiodramma Variazioni su M. (prodotto con il contributo del Premio Lucia, ua collaborazione tra Radio Papesse, Lucia festival e la Fondazione Nazionale Archivio dei Diari; finalista del Third Coast International Audio Festival 2002-23), entrambi andati in onda per Tresoldi su RaiRadio3.
E nel 2025, il podcast Cose di Fronte. Storie di oggetti dal Museo Storico Italiano della guerra, prodotto dal MITAG e distribuito da RaiPlay sound.
I’m a member of:
AWI – Art Workers Italia, autonomous and nonpartisan association of Italian art workers
ACT Associazione Cinemaotgrafica Trentina
EWA European Women’s Audiovisual Network
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